Pane, amore & conigliate

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Leggevo questo post del Coniglione e ci ho trovato, nascosta sotto un po’ di confusione, qualche piccola perla, o almeno qualcosa che ha il potenziale di diventare una piccola perla.

La confusione é perché comunque lo sanno tutti che se vuoi una storia seria non la devi dare perché gli uomini si fanno le troiette ma si fidanzano con le (anche finte, non importa) suorine e poi le cornificano con le troiette. Quindi il discorso che mi preme non é la spiegazione del perché “se la dai sei una troia se non la dai te la tiri”. Il discorso che mi interessava era quello del “collegare il cuore alla figa”, che detto cosí puó sembrare l’esortazione a fare sesso solo quando si é innamorati mentre nei commenti il Coniglione spiega che non parla di amore ma di poesia. Ammetto che questi discorsi mi lasciano sempre perplessa, io ho bisogno di cose tangibili su cui discutere, come si fa a parlare di una presunta poesia tra due persone? Ed é possibile che ci sia poesia tra due persone che non sono innamorate? Attrazione sí, passione sí, ma poesia? Non so mica, sai? E’ un po’ quello che succede a me col Genio, si fa del buon sesso, se non fosse buono non continuerei a farlo, ma poi…? Poi non lo so, resta qualcosa di incompleto, di incompiuto, la cosa non mi lascia niente. E’ come mangiare il pane toscano: magari al momento ti sazia, ma sa di poco, non soddisfa del tutto, e per dargli senso devi strofinarci su qualche pomodorino, condirlo con un po’ di olio buono, sale e origano. Allora va già meglio. Bisogna condire. Dovrei prendere i pomodorini dell’innamoramento (anche presunto, anche quello che si usa per giustificare una scopata), l’olio della tenerezza, il sale della gelosia, l’origano della complicità, e allora potrei raccontarmi che tutto ha un sapore diverso. Ma non sarebbe vero, e comunque i pomodorini in questa stagione sono di serra e costano troppo, l’olio non é extravergine ma sarebbe un oliaccio di semi misti, il sale fa male e l’origano é stato troppo tempo chiuso in un vasetto e ha perso molto del suo sapore. Quindi qual’é la risposta? Inventarsi il condimento é fuori discussione. Continueró a mangiare ogni tanto il mio panino toscano, che in fondo é sempre pane e male non farà, e intanto aspetto di trovare una panetteria che venda un panino perfetto, non in senso assoluto ma relativamente all’essere un panino che non ha bisogno di condimenti, magari una baguette morbida e fragrante e con sopra i semi di sesamo. Io me lo ricordo bene cosa vuol dire mangiare un panino cosí, ma non sono cose che si possono pretendere da un panino toscano. E comunque sono tutte seghe mentali inutili, colpa del Coniglione.

Deficienti(&)estremisti

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Cos’é che hai riportato sul tuo blog, Ruella? Che “In Italia gli stranieri rappresentano il 50% della popolazione carceraria”?  Tutto qui quello che hai da dire, Ruella? Nemmeno il minimo approfondimento del fenomeno?

Avresti riportato questo per dimostrare che gli stranieri (molto generico, ne c’est pas?) sono più cattivi degli italiani? E non ti risulta ad esempio che ci siano sostanziali differenze nei percorsi penali, differenze collegate alla nazionalità? Lo sai che per gli stranieri, a parità di reato, si fa molto più ricorso alla custodia cautelare? Per tacere di misure alternative come gli arresti domiciliari, naturalmente. E vogliamo parlare delle statistiche sulle imputazioni, che dimostrano come mediamenti gli stranieri siano in carcere per reati meno gravi rispetto agli italiani? No, non parliamone, non é questo il punto. Il punto é la tua disonestà intellettuale nel pretendere di fotografare in una singola riga, con un dato copiaincollato, una realtà complessa che comunque non ti interessa. Il qualunquismo é una brutta malattia, Ruella, e tu grondi qualunquismo. Cos’altro hai riportato, Ruella? Che “vi sono rappresentanti degli immigrati che inneggiano al capo del terrorismo mondiale”? E poi riporti un, ripeto un esempio ”(Imam di Carmagnola)”?  Quanti saranno gli islamici che si sentono rappresentati dall’imam di Carmagnola? E quanti saranno quelli che si sentono rappresentati da Adel Smith? E quanti saranno i bravi cristiani che si bevono tutte le strumentalizzazioni dei media come oro colato? Perché sai, non ci vuole molto a prendere un cretino con idee estremiste e presentarlo come un capo spirituale e religioso importantissimo in Italia, non ci vuole proprio un cazzo. Il dramma é che ci sono imbecilli che ci credono. Cos’altro, Ruella? Islamonline? Scusami, non ho trovato minacce all’Occidente su quel sito, e non mi pare “apertamente ostile alla nostra cultura”. Ah, la posizione sull’omosessualità. Posso chiederti, Ruella, cosa ne pensa il nostro fratello Carol, a proposito dell’omosessualità? Ruella, tagliamo corto: io non ho difeso il mondo islamico, non ho detto che é perfetto e che non ci siano al suo interno aberrazioni inenarrabili. L’imbecillità, Ruella, consiste nell’essere cosí disperatamente superficiali da limitarsi a quelle due informazioni filtrate che ci arrivano, che sono al livello delle chiacchiere dal parrucchiere, e dire che “l’Islam é il cancro dell’umanità”. Questa é imbecillità all’ennesima potenza. Ti pare abbastanza motivato o ti faccio una presentazione in PowerPoint?

Daffodil

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Io penso che bisogna essere proprio imbecilli per dire che l’Islam é il cancro del mondo. Ma non imbecilli qualsiasi, dico imbecilli veri, irriducibili, lo zoccolo duro dell’imbecillità, di quelli che sono andati alla Scuola degli Imbecilli. Perché é impossibile che uno ci nasca, cosí imbecille, la Natura non é tanto crudele. Cosí imbecilli si diventa solo applicandosi molto.

Mio eroe

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Stasera sono tornata a casa e ho scoperto di aver perso le chiavi. Ho preso a testate l’uscio, ho pianto un po’ e poi ho chiamato mio fratello, che non é stato di nessun aiuto e dovró licenziarlo. Ho provato a parlare ai gatti attraverso la porta ma non hanno capito che dovevano saltare sul mobiletto dell’ingresso, prendere il mazzo di chiavi di riserva e buttarsi dal terzo piano, quindi licenzieró anche loro. In preda alla disperazione ho chiamato il 115 e tre gentilissimi pompieri sono arrivati, si sono inerpicati fino al mio balcone, sono entrati dalla finestra della cucina schiantandosi nell’acquaio pieno di piatti sporchi e mi hanno aperto. Evviva i vigili del fuoco, veri eroi dei nostri giorni.


 

Rivalutiamo i mezzi pubblici

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Quella puttana di un Vespino mi costa quanto un figlio. Checcazzo.

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