ChicaVQ 3.1

 

Son scelte importanti 10 October 2003

Filed under: Insonnia, Rants&raves — chicavq @ 01:26

Senti, Salvo, parliamoci chiaro. Quella Livia non é la donna per te. Una biondina slavata e con il doppiaggio fuori sincrono, ma figuriamoci. Una di Genova, poi, Salvo, siamo seri. Io ho avuto pazienza, con te, ma adesso dobbiamo decidere cosa fare del nostro futuro. I dettagli li stabiliremo poi, io non sono sicura di voler venire a vivere a Vigata e di questo dovremo parlarne, anche se quella tua casetta sulla spiaggia é proprio carina. Un’altra cosa che mi riempie di dubbi é la tua ossessione per il pesce. Io di pesce non ne mangio, e questa cosa potrebbe essere un ostacolo al nostro amore. In ogni modo fammi sapere qualcosa con una certa urgenza, perché viste le tue titubanze io sono già un po’ in parola con Massimo Decimo Meridio, che ha promesso che se riesce a non farsi ammazzare come un pirla da Commodo mi porta in Spagna a farmi conoscere i suoi e vorrebbe stabilirsi la’. Dice che la Spagna é bella e c’é sempre il sole, e soprattutto é un po’ stufo di combattere con leoni e cristiani, dice che la sua carriera é a un punto morto e poi non é stato nemmeno invitato al Costanzo Show, lui é ambizioso, vorrebbe aprire un chiosco di panini con la porchetta a Tenerife, a Roma si é innamorato della porchetta e dice che io dovrei imparare a cucinare l’abbacchio.Quindi Salvo fammi sapere qualcosa, io non so quanto resisteró ancora, perché quando Massimo fissa i miei ormoni negli occhi e gli dice “Al mio segnale scatenate l’inferno” quelli si scombussolano tutti e diventano ingovernabili.

 
 

Flirt is my middle name 8 October 2003

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 13:20

Sono proprio una lady, aggraziata e piena di charme. Mi telefona il genio dopo qualche giorno in cui non ci sentivamo bla bla com’é come non é vado a new york (ask, mi fai i tarocchi?) bla bla la rava e la fava e poi:


lui: mi manchi un po’
io: ok
lui: come ok?


Ma vi rendete conto? Okay. O-fucking-kay. Non, che so: davvero? Oppure: ti manco ma quanto ti manco. Anche tu. Tu non molto. Scopami a sangue. La scelta era ampia. Nossignori. Okay.


Okay


Sono una deficiente

 
 

Ti odio. Anzi, no. 7 October 2003

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 19:19

Questo post vuole essere un aiuto, una sorta di faro nella notte di quei maschietti tormentati dal rimorso di avere fatto del male a qualcuno. O meglio a qualcuna, via, diciamo le cose come stanno.

Ne conoscete senz’altro qualcuno anche voi, di quelli che mentre vi raccontano i fatti loro saltano fuori a spiegare che razza di mascalzoni sono, e quanto male hanno fatto a questa o a quella (senza volerlo, ovviamente, solo per il fatto di esistere e di non essere a portata delle di loro bramose zampette), e con un fare finto contrito dietro al quale non si fatica a scorgere un autocompiacimento francamente fastidioso prima o poi pronunciano una frase che suona più o meno ”lo so, xxx mi odia proprio. La capisco, in realtà, mi odierei anche io se fossi in lei”.  Bene, giovani, devo rassicurarvi: non vi odiamo. L’odio é un sentimento prezioso, va centellinato e riservato a chi se lo merita davvero. Come Hitler, Berlusconi, gli ausiliari della sosta. Mica possiamo odiare chiunque, senza un minimo di selezione, per chi ci avete preso? Quindi davvero, state tranquilli, non vi odiamo. Cosa avete fatto in fondo di cosí terribile? Ci avete scaricato? Non ci avete voluto? Avete smesso di amarci? Ma santo cielo, sono cose che capitano! Lo sappiamo che non é colpa vostra. Certo, magari all’inizio non siamo state molto ragionevoli, ci siamo comportate in modo irrazionale (a proposito, avete finito di ripagare il carrozziere dopo quell’incidente imbarazzante che abbiamo causato alla vostra macchina?), non esito a dire che qualcuna di noi puó anche avere esagerato (bollire in pentola il di lui coniglietto non equivale esattamente a porgere un rametto d’ulivo) ma cercate di capirci, di venirci incontro. E’ che su due piedi la notizia che siamo storia antica é roba difficile da mandar giù. Ma poi passa, sul serio, non lo dico solo per rassicurarvi. Panta rei, amici, e se non vi fidate di me fidatevi almeno di Eraclito. In fondo non é come se ci aveste ingannato, tradito, mentito. O come se ad un passo dalle nozze avessimo scoperto che siete già sposati con prole e avete pure un’amante che, a onor del vero, avrebbe comunque più ragioni di noi per odiarvi. Non é come se dopo averci scaricato aveste tanto insistito per restare amici con il bieco fine di garantirvi una scopata di comodo nei momenti di magra, che non é una cosa bella ma in fondo diciamolo, se noi siamo fesse e ci stiamo non é colpa di nessuno. Ecco, se avete fatto qualcuna di queste cose avete qualche probabilità di essere odiati almeno un po’, anche se é veramente ragguardevole il numero di stronzate che riusciamo a mandar giù prima di spaccarvi il cranio con un’accetta. Una cosa, comunque, ci terrei a raccomandarvi: state alla larga dalla farsa del restare amici, a meno che non abbiate davvero intenzione di restare amici. Questo é l’unico motivo universalmente valido. Tutti gli altri, ripeto, tutti gli altri non lo sono. Quindi se pensate di farlo per vigliaccheria, per una scopata o per pietà, vi preghiamo di voler riconsiderare: non siete un’opera pia e noi non siamo lebbrose. Vi ringraziamo per il gentile pensiero, fate come se avessimo accettato. Comunque non voglio negarlo, é vero che qualche volta vi odiamo, ma per ragioni diverse da quelle che credete voi. Perché il fatto che uno ci scarichi si supera. Si supera meno la scoperta del fatto che ci avete usato per evadere per un po’ dalla piattezza della vostra vita. Fate bungee jumping, la prossima volta. Si supera meno, come dicevo prima, la consapevolezza che nonostante blateriate di amicizia in realtà state cercando solo di tenerci buone, che é una cosa odiosa, perché tanto per parlare chiaro di noi non ve ne frega una cippa di cazzo. Si supera meno, ad esempio, il fatto che quando vi si imbizzarrisce il pisellino ci cerchiate ancora, magari senza avere nemmeno il coraggio di incontrarci ma usandoci come una specie di filmato porno scaricato da kazaa. E quando la Fiera Verga torna a riposo, satolla, riuscite tranquillamente a fare come se nulla fosse accaduto, senza nemmeno avere il fastidio di dover dare spiegazioni, perché abbiamo già visto cosa succede a cercare di comunicare con voi. Si supera meno, tanto per dire, il fatto che mentre da un lato vi ammazzate di seghe sulle nostre parole dall’altro vi rifiutate di sentire la nostra voce per telefono. Questo non é carino, non fatelo mai. Si supera meno, tanto per dirne un’altra, che dopo tutto questo noi si continui a volervi bene e archiviato tutto il resto si cerchi di esservi amiche. E’ che, vedi, quando ci sputate in faccia una volta di troppo anche la più imbecille di noi si sveglia. E allora sí, allora é facile che vi odiamo. Ed é facile che siate delle merde. Solo che, vedi, gli sputi vengono via. A volte a fatica, ma vengono via. Mentre tu, tu resti una merda.

 
 

La Stagista Stronza

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 01:36

Oggi sono passata in redazione, per la solita serie di motivi che non staró qui ad elencare. La prima persona che ho incontrato é la Stagista Stronza, colei che siccome quando é arrivata non se la filava nessuno avevo preso sotto la mia ala protettrice. Ma procederó poi a spiegare perché é una Stagista Stronza.

Insomma la incontro. <Ciiiiiiaaaaaao smack smack come staaaaaai? Tutto beeeene? Ti trovo un po’ sbattutina, eeehhh?>. Alé. Salgo su, incontro un collega (estendendo il termine, estendendolo veramente parecchio). <Ciao, come va? Ti trovo benissimo>. Ah. Uno dei due mente. Non sarebbe molto importante scoprire chi, ma ho il forte sospetto che a mentire sia la Stagista Stronza. La Stagista Stronza, come dice il termine, é una stronza. La Stagista Stronza é una che ti chiede una cosa e tu dici “che tenera, non lo sa, é appena arrivata, ora gliela spiego”. E 10 minuti dopo che gliel’hai spiegata, la Stagista Stronza richiede la stessa identica cosa ad un altro. E poi ad un altro ancora. E non perché sia stupida, ma per apparire fragile e bisognosa. La Stagista Stronza quando ha finito di scrivere il suo pezzo non lo mette in visione, no. La Stagista Stronza se lo tiene aperto per ore, aspettando che uno dei suoi preferiti sia libero per farselo correggere, cosí quando poi lo passa in visione é già perfetto (e uso anche questo termine con tutta la leggerezza possibile). La Stagista Stronza a volte non aveva una cippa da fare alle otto e mezza di sera, ma pur di non andare dal capo a chiedere se poteva andare a casa aspettava me, anche se finivo un’ora dopo, per accodarsi. La Stagista Stronza fondamentalmente é una stronza perché é ancora lí, e io la invidio.

 
 

100 colpi di crick (in fronte) 6 October 2003

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 00:55

Stufa di parlare a vanvera di qualcosa che non conoscevo (non é vero, non mi stufo mai e lo faccio sempre, mi riesce anche discretamente) mi sono fatta prestare da un amico il famigerato 100 colpi di spazzola bla bla.

Quindi se prima dicevo che era una cazzata senza sapere di cosa stessi parlando, adesso posso affermarlo con cognizione di causa: é una cazzata. Una C A Z Z A T A . Se non l’avete letto non potete capire fino a che punto sia una cazzata. Il “caso letterario del 2003″ é scritto di merda. Lo stile del diario é una sciocchezza, é troppo studiato e costruito, anche se costruito con malta scadente e mattoni che si sbriciolano al primo soffio di vento. Le sue varie esperienze sono un catalogo di clichè, un viaggio nell’immaginario erotico di un cinquantenne con la pancetta e pochi capelli, un lavoro da impiegato dalle 9 alle 5, una moglie che non sopporta a preparargli la cena e lunghe sedute masturbatorie di fronte agli annunci delle linee erotiche che passano sulle tv locali a tarda notte. C’é tutto, eh. Sesso di gruppo. Avventura con un travestito. Ci butta dentro anche “Le età di Lulù”, quando guarda due gay che fanno l’amore. Sadomaso. Lesbo. Sesso in chat. Stereotipi come se piovesse. Come se non bastasse é scritto male, dialoghi poco credibili, frasi fatte. La morale finale é banale, zuccherosa e molliccia, non meno falsa del resto del libro. E niente, tutto qui.