Ancora di macchine

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- Pensa un attimo alle Ferrari
- Le Ferrari cosa?
- Le Ferrari le macchine
- Sí, ma a proposito di cosa?
- Niente, é che hai presente una fila di Ferrari sulla linea di partenza?
- Mi pare che ce ne stiano tipo due alla volta.
- Sí ma lascia stare, pensa a qualcosa di più anarchico.
- La corsa più pazza del mondo?
- Qualcosa del genere
- Ok vai avanti
- Ecco, niente. E’ che vicino a tutte queste Ferrari c’é la mia 500.
- No, ferma un attimo. Cos’é, una versione moderna di Cenerentola?
- Ma che stronza, non ti dico più un cazzo.
- L’attacco sembrava quello. Dai, continua.
- Non c’é nessun giudizio di merito in quello che ho detto. E’ un fatto oggettivo.
- Ne dubito.
- Vabbé come ti pare. Resta il fatto che mentre gli altri scaldano i motori, fanno giri di prova, partono, vanno fuori strada, tornano in carreggiata, si fermano a fare allegri dejeneur sur l’herbe e quant’altro, io sono ancora lí che tento di far partire la mia 500 ingolfata. E quando finalmente riesco a partire e arranco sputacchiando fumo azzurrognolo, gli altri mi doppiano e mi fanno pure gestacci dai finestrini.
- Quanto sei imbecille.
- Vedi?
- Cioé secondo te il resto del mondo é in Ferrari e tu sei in 500. E ti pare anche obiettivo.
- D’accordo, forse non lo é.
- Mi pare ovvio che non lo é. E quelli in apecar? E quelli in bicicletta? E quelli a piedi? E quelli con le grucce?
- Ma non cambia niente. Abbi pazienza, non é che posso stare a preoccuparmi anche di loro.
- Carina. Invece quelli in Ferrari dovrebbero preoccuparsi di te?
- Mai detto. Vorrei solo saper truccare la mia 500.
- A parte il fatto che dubito alquanto che tutti siano in Ferrari.
- Certo che tu prendi proprio le cose alla lettera. Va bene, non saranno Ferrari, saranno Range Rover e Golf e Yaris con tecnologia blutut(c) e Fiat Stilo e quello che ti pare. Meglio?
- Meglio.

Sapete com’é

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letnji

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Di giorno gli scogli sono bianchi come ossa levigate, troppo bianchi contro il blu del mare, ed é bello addormentarsi al sole con le orecchie piene del rumore dell’acqua. La sera c’é un molo illuminato da una fila di bancarelle e un uomo che ritaglia nel cartoncino nero le sagome delle persone e poi le appiccica su uno sfondo bianco, come negativi di quello che siamo. E ad imboccare le viuzze dietro al molo ci si perde in un mondo silenzioso di acciotolati bagnati, gatti curiosi e improvvise piazzette che ti si aprono davanti, con il ricordo di risa e musica lontane. Di giorno c’é il piccolo promontorio da cui si vede il faro, lontano, su un’isoletta minuscola, e si vede la baia e il paese tutto raccolto attorno al campanile dell’unica chiesa. Su quel campanile si puó salire, se ti chiedi come sono le cose viste dall’alto, ci si arrampica su per una vecchia e ripida scala di legno, bisogna salire di lato e fare piano per non disturbare i colombi che dai loro angoli fissano diffidenti l’intruso nella loro casa, e quando arrivi su sei investito dal vento che sembra aggredirti da tutte le direzioni. Di giorno a volte piove e l’aria é dolce, é bella la pioggia nei paesi di mare, ha odore di sale e di alghe e di pini e di libri da leggere seduti sui gradini di casa. La sera ci sono scorpioni e farfalle, e sembra di essere in un romanzo di Gabriel Garcia Màrquez, non che la cosa sia consolante con uno scorpione a 10 centimetri, e ci sono milioni di stelle e l’ultima sigaretta prima di andare a dormire sapendo che domani sarà uguale a oggi e che alla fine non hai molta voglia di far ricominciare a scorrere il tempo.

Pulizie

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Rinfrescata ai link. Poi, e sono certa che lo fate anche voi regolarmente, mi sono messa a contarli.
14 donne*, 27 uomini e 1 cane. Che vorrà dire? Ho tolto a malincuore due delle mie icone che hanno chiuso il blog, dovrei togliere anche massaia ma ce lo lascio perché spero sempre che torni.

*Tra le donne bisogna contare anche e massaia, perché io quando li ho linkati ero niubba e pensavo fossero donne, poi se loro esce fuori che sono uomini mica é colpa mia. Che si decidano.

Con quello sguardo un po’ cosí…

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Questo post del Dèssa (la e stretta non alla milanese, per intenderci) mi ha un po’ intristito. Ma mica per niente, lo so che il Dèssa é bravo e poi dice le cose cosí, peró un po’ mi ha intristito. Perché questa cosa che con gli occhi quando guardo qualcuno gli dico “ma che cazzo stai dicendo” me l’aveva detta per prima una delle mie migliori amiche, la Chiara, quando avevamo 15 anni. Che io non so se é vero, peró credevo di essermi impegnata tanto per cancellare quel “che cazzo dici” dagli occhi, perché poi in fondo non é che voglio dire quello davvero. Io alla Chiara le volevo bene, peró la guardavo un po’ cosí. Una volta ho anche fatto a botte con delle coatte di Ponte Lambro per difenderla perché la prendevano in giro e le dicevano cicciona. Peró la guardavo un po’ cosí, alla “che cazzo dici”. Passavamo ore e ore in camera mia a pasticciare le Smemo, a volte io ero a scuola e lei bigiava e veniva a rifugiarsi da mia madre. Peró la guardavo un po’ cosí. Io ai genitori della Chiara non piacevo, peró non credo c’entrasse lo sguardo un po’ cosí alla “che cazzo dici”, é che si erano convinti che io le avessi insegnato a fumare, ma io quando l’ho conosciuta la Chiara fumava già e prima di tornare a casa mangiava duecento caramelle e nascondeva le sigarette in un sacchetto di plastica sotto la siepe vicino al cancello. Adesso la Chiara non la vedo mai, l’ho incontrata l’altro giorno per caso al Gaetano Pini, lei era lí perché si é operata al menisco e abbiamo diviso una sigaretta sulle scale dell’ospedale, mi ha detto che lei e Beppe hanno deciso di sposarsi e dopo 14 anni era anche ora e hanno problemi con il mutuo e hanno già fatto il corso prematrimoniale e deciso le bomboniere e si sposano a luglio. Io ho pensato all’ultima volta che li ho visti insieme e alla tristezza che emanavano e ho sorriso e ho detto “Hai già scelto il vestito?”. Al matrimonio comunque la Chiara non mi ha invitato, forse per lo sguardo alla “che cazzo dici”.
Poi il Dèssa ha detto che ho le barriere alzate. Anche questa l’ho già sentita. Il Mauri, fidanzato della Lella, noi avevamo 16 anni e lui 21 e ci sembrava cosí adulto e un giorno mi ha detto che io mi costruivo attorno un muro. E a 16 anni mi sta anche bene, a 16 anni siamo tutti incompresi e ribbbbelli e quindi va bene cosí. Ma 10 anni dopo (ok, 11. 12. Vabbé, 13. Quasi 14, cazzo) insomma più di 10 anni dopo va un po’ meno bene. Io non le voglio le barriere, che poi la gente pensa che le guardo pensando “ma che cazzo dici” mentre io magari sono lí come un topo spaventato che penso “sí ok ma io ora a questi che cazzo dico?”

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