ChicaVQ 3.1

 

Datemi un mantello 26 May 2004

Filed under: Sento cose — chicavq @ 18:45

La sapete la storia dell’omino che sognava di essere Batman?* Allora, cosa accade. C’è quest’omino che per le sue vacanze ha una villa in Sardegna. E’ un omino ricco, può permettersela. Infatti la villa è bellissima, in uno dei punti più belli di questa splendida regione. Siccome questa villa è veramente meravigliosa e a vederla si capisce subito quanto sia potente questo omino, viene utilizzata a volte anche per degli incontri di lavoro. Gente importante, intendiamoci. Ora, questo omino vuole sempre migliorare e rendere più accogliente il suo piccolo angolo di paradiso. Pensa che ti ripensa, cosa ti va ad inventare?

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La recherche 23 May 2004

Filed under: Cose mie — chicavq @ 20:24

Probabilmente è inverno. Credo che lo sia, perchè la riluttanza ad abbandonare il nido caldo e avvolgente sotto le coperte è inversamente proporzionale alla temperatura esterna. Sono sveglia, o quasi. La stanza è buia, anche se non completamente. Arriva luce dal corridoio, mentre dalla tapparella non filtra nulla. Sento i rumori della strada che si anima, ma niente luce. Decisamente inverno. Richiudo gli occhi, mi accomodo meglio sotto le coperte e mi convinco di essere ancora addormentata. Qualunque cosa per allontanare anche di poco il momento di alzarsi. Rumori in casa. L�accendigas che scatta due o tre volte, stoviglie spostate, odore di caffè: mia madre che prepara la colazione. Lo scroscio della doccia, lo sciacquone del wc, uno spazzolino da denti che fa il suo dovere con entusiasmo: riti mattutini di un fratello. Lo sento entrare in camera: probabilmente pensa che io stia ancora dormendo ma invece di strillarmi di muovermi, come avrebbe tutti i diritti di fare, accende la radio sul comodino. A volume basso, perchè la musica mi svegli con dolcezza. E mentre ascolto Vasco che canta piano piano Toffee mi sento bene. Mi sento più che bene. E� uno di quei momenti perfetti dove hai a portata di mano tutte le cose importanti della tua vita. Mi sento al sicuro. Da allora, e di anni ne sono passati, tutte le volte che mi capita di ascoltare Toffee riesco a catturare per un attimo almeno un po� di quella sensazione. Toffee è la mia madeleine.

 
 

Catnap 12 May 2004

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 19:02

Una cosa che mi piace dei miei gatti è la loro capacità di cadere in catalessi ovunque e in qualunque momento e nelle posizioni più strane, risvegliandosi senza dolorini vari per aver dormito con la spina dorsale a punto di domanda.
Una stiracchiata e via, pronti per una spossante mezz’ora di veglia prima della prossima ibernazione. Si addormentano anche a tradimento, peraltro. A volte ne vedo uno che fa la posta a qualcosa, tutto teso e vibrante e pronto allo scatto, e due minuti dopo è nella stessa identica posizione ma in stato comatoso.


No cats were harmed during the shooting of this pic.

Mi piace la loro noncuranza nel presentarsi al mondo a pancia all’aria. Io comunque a pancia all’aria non ci potrei dormire, ma è il concetto che conta.

 
 

Aveva ragione Battisti 7 May 2004

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 15:04

Sintetizzando, le storie finiscono per colpa delle troppe aspettative. Si incontra un essere umano decente, si inizia a frequentarlo, ci si innamora, si forma una qualche sorta di sodalizio stabile e pian piano ci si riversa addosso l’un l’altro tali e tante aspettative da restarne schiacciati. E’ poco realistico. E’ molto poco realistico aspettarsi che una persona possa soddisfare tutti i nostri bisogni e, per di più, nell’esatto momento in cui noi decidiamo quale bisogno vogliamo che sia soddisfatto. E’ un’idea destinata a naufragare miseramente. Quindi l’assunto è semplice: una persona sola non basta. Solo per il sesso a me ne servono tre: uno per farci le porcate più indecenti, uno per la passione sfrenata e un altro per il sesso tenero e dolce. Quattro, quattro!! Me ne serve anche uno che mi soddisfi senza chiedere nulla in cambio per i momenti in cui non ho voglia di sbattermi (ah ah) troppo. Poi me ne serve uno che mi conosca benissimo e sappia darmi i consigli giusti al momento giusto. Uno che non mi conosca affatto da affascinare con il mio mistero. Uno con idee e valori e ideali uguali ai miei, per discutere ore e ore trovandoci così assolutamente intelligenti. Uno con idee e valori e ideali opposti ai miei, per litigare furiosamente e cercare di convincerci reciprocamente con la nostra sublime dialettica. Un romantico che mi riempia di tulipani e bigliettini teneri. Un Steve McQueen un po’ freddo da far capitolare. Un sognatore con cui discutere per ore e ore dei massimi sistemi. Un pragmatico che mi ricordi di pagare le bollette. Uno che mi prepari la cena. Uno con cui andare in vacanza nel sud della Francia, girando senza una meta, guidando a turno e facendo testa o croce per la musica da sentire in macchina. Uno che mi porti in un albergo a 5 stelle alle Barbados.Uno con cui vedere tutti i Van Gogh del mondo. Uno che mi porti a vedere oscure retrospettive di film bielorussi sottotilati in coreano e che non batta ciglio quando mi addormento e gli sbavetto sulla spalla. Uno con cui andare allo stadio. Uno che sappia fare il Grattino Perfetto e non si stanchi di farlo per ore e ore (e ore). Uno che la domenica mattina mi trascini fuori di casa per fare lunghi giri in bici, finendo in un bar a fare colazione e leggere i giornali. Uno che abbia sempre le sigarette quando io le finisco. Uno che mi sponsorizzi per smettere di fumare. Uno che si offra volontario per portare giù il cane a mezzanotte. Uno che mi regali un cane. Uno che non si lamenti se voglio stare tre sere di seguito divanata sotto il plaid di pile. Uno con cui andare a folleggiare tre sere di seguito e che non si schifi a tenermi indietro i capelli mentre vomito. Uno che abbia un’enorme famiglia felice che mi adotti. Uno che sia figlio unico figlio di figli unici con cui vivere in dorata solitudine. Insomma Battisti aveva capito tutto, con le sue dieci ragazze. Era stato anche morigerato. Però fingeva, quindi non vale.

 
 

(c) 5 May 2004

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 16:21

Se c’è una cosa che odio (le cose che odio in realtà sono 8.369.458, ma questo è l’incipit che preferisco, anche perchè sarebbe un po’ da maniaci compulsivi mettersi a dire “una delle ottomilionitrecentosessantanovemilaquattrocentocinquantotto cose che odio è” o, lievemente peggio, “al quattrocentoventiduesimo posto delle ottomilionitrecentosessantanovemilaquattrocentocinquantotto cose che odio c’è”, quindi tutte le volte faccio finta di odiare una cosa sola, che magari in quel momento è la cosa che odio di più), dicevo, se c’è una cosa che odio sono i blog di quei paranoici fottuti nel cervello che disabilitano il tasto destro. Ma che cazzo vuoi, eh? Ma chi cazzo credi che voglia copiare queste tue puttanate del cazzo? Cristo facci pagare per leggere, già che ci sei. A parte che non c’è nulla ma nulla di più inutile del tasto destro, che mi basta fare un source per copiarti tutta la merda che mi pare e spacciarla per mia, cosa che per inciso non farei neanche se mi pagassero. E se insisti con la tua paranoia almeno impara il target=”_blank”, coglione.