Monotematica, lo so

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E’ che insomma è un po’ come una cosa nuova, pulita e fresca e piena di sole e di verde tenero. E però sei anche un po’ incredulo di ritrovartela lì così, in mezzo ai grigi e agli altri colori che sì che ci sono, però non sono mica pieni di luce come questi qui. O almeno così ti sembra, ergo l’incredulità. Avranno usato una vernice speciale che a lungo andare è tossica? ti chiedi.
Sarà tutto un gioco di luci sapientemente posizionate, ti dici.
O magari non ci vedo mica più molto bene, pensi.
E allora ci giri intorno in punta di piedi, la guardi, la annusi, la sfiori e la assaggi, piano piano, che se è davvero vera mica la vuoi rovinare.

E infatti sì

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Oh, ma quante stelle ci sono in questi giorni?
O forse no, sono io che ce le ho negli occhi.

Trista historia

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Sembra andare tutto bene.
Le premesse ci sono.
Lui è carino, è puntuale, ti lascia fumare in macchina.
Non si spazientisce dovendo fare il giro dell’isolato 3549 volte per trovare un parcheggio, apprezza il ristorante, è anche un po’ salutista e mangia leggero.
Si sottopone allo zapping radiofonico, non si arrabbia quando gli smonti i cd, si sente a suo agio in un covo di postadolescenti, riesce anche a mantenere una certa dignità seduto sulla poltroncina fantozziana.
La serata veleggia serena sull’onda dell’ottimismo.
Poi, all’improvviso, il dramma.
Con un dito prelevi un po’ di burrocacao dal tubetto, che sicuramente tra un po’ ti bacerà e sarebbe carino se tu avessi le labbra morbide morbide. Lo applichi con movimenti leggeri [che poi non si sa mai, magari lo trova un gesto allusivo e gli si impenna l’ormone (bestie, so benissimo cosa avevate capito)].
E poi, come dotata di vita propria, la tua mano si allunga verso l’autoradio e prima di poter fare una cosa qualsiasi per fermarla hai già spalmato un dito di burrocacao su tutti i pulsantini luminosi.
Lui inchioda, scende dalla macchina, apre la tua portiera, ti tira fuori per i capelli e inizia a colpirti molto forte con il crick e quando ha finito ti lascia lì, un fagotto insanguinato sul ciglio della strada. L’ultima cosa che senti è la sua voce, da molto lontano: “E questo è anche per aver detto che Vasco è solo un vecchio bolso e finito, stronza!”.

Annunciaziò annunciaziò

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Ancora delle regole

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A proposito delle regole di cui sotto. Io vabè, non le seguo perché anche se leggo questi brillanti articoli sulle riviste fuffa e meno fuffa mi dimentico tutto dopo 10 minuti. Però una singola volta ho seguito uno di questi consigli e ha funzionato! Il consiglio era che se in un locale/a una festa/dove ti pare vedi uno che ti piace, dovresti fare quanto segue:

1 - guardarlo (questo arrivo a ricordarmelo perfino io)
2 - intercettarne lo sguardo
3 - reggere lo sguardo per qualche secondo (più difficile di quello che si può pensare, ma del resto io sono timida)
4 - sorridere leggermente e
5 - guardare subito via
6 - ripetere in loop

Oh, ha funzionato. L’ho piegato alla mia volontà. L’ho fatto mio. E’ stato bellissimo e mi sono convinta di essere diventata una grande seduttrice (anche perché il tipo era bello ma proprio bello nel senso che era proprio bello, ma veramente bello, non so, ho già detto che era bello? Sai di quei tipi che dici “ma figurati se guarda me”? Di quei tipi che potrebbero essere dei modelli? Ecco, incidentalmente il tipo era un modello, ma questo l’ho saputo dopo). Insomma mi ero convinta di essere diventata una grande seduttrice, poi non ho mai più applicato questa favolosa tattica e la mia carriera di grande seduttrice si è tristemente arenata. Una prece.

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