Che, pensandoci, mi sono resa conto di essere diventata una maestra nell’uso della seguente subdola tattica. Questa tattica non ha ancora un nome, quindi la battezzo or ora. La chiamerò La Subdola Tattica dell’Indurre Qualcuno a Raccontarti Cose che Non Aveva Nessuna Intenzione di Raccontare. Si procede così: ci si incolla sulla faccia un soave sorriso e si assume un tono di allegra complicità. Il tono è veramente molto importante, poiché deve convincere l’altra persona che in realtà non siete particolarmente interessati alla Cosa da Raccontare e che comunque è tutto un grande scherzone e voi siete persone di mondo e lo sapete bene come vanno queste cose. L’altra persona, incoraggiata da questi segnali di leggerezza e comprensione, inizierà, dapprima timidamente, a Raccontare Pezzi della Cosa da Raccontare; poi, confortata dalla vostra reazione complice e spronata dalla vostra divertita richiesta di altri particolari, vuoterà allegramente il sacco. E’ a questo punto che si mira alla giugulare. E si azzanna infallibilmente, poiché l’ingenuo interlocutore sarà talmente stordito dal vostro schizofrenico voltafaccia che non opporrà nessuna resistenza.
Ecco, il mio proposito per l’anno nuovo è di non usare più questa tattica sleale e crudele e di non azzannare mai a tradimento. Prima di farlo soffierò e gonfierò la coda. Giuro.
Lo spirito del Natale si è vendicato di me. Non solo mi ha fatto sparire un post, ha anche fatto i bagagli e se n’è andato sbattendo la porta. Umpf.
Se ancora non siete passati a Firefox, piccoli niubbi miscredenti e tradizionalisti, sappiate che, a parte tutto il resto, c’è un preciso motivo per cui farlo. Ed è questo:
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Se ciò non vi basta, io davvero non so cos’altro potrebbe convincervi.
Tempo per me, stasera.
Una sera tutta per me, questa.
Una sera in cui mi coccolo.
Una lunga doccia bollente, con l’acqua che lava via la stanchezza e scioglie i muscoli tesi.
Un lungo bagno caldo, i sali profumati no i sali profumati no, sembro la protagonista di un romanzo di Judith Krantz, il bagnoschiuma al cappuccino&cannella, una candela accesa sulla lavatrice sulla mensola accanto alla vasca, Eva 3000 un buon libro da leggere, un po’ di musica in sottofondo, l’ultimo di Tiziano Ferro magari del jazz, con le sue note morbide e sensuali che mi accarezzano.
- Oh io mi sento un’imbecille.
- Scherzi? Vai vai, continua, stai andando alla grande.
- Dici?
- Assolutamente, il post delle coccole-a-me-stessa non può mancare.
- Vabè. Allora vado.
- Vai.
Ehm. Sì, dunque. Esco dalla doccia no cazzo dalla vasca, mi avvolgo nel morbido asciugamano di spugna. Lo specchio appannato mi rimanda un’immagine liquida e confusa di me stessa. Lascio cadere l’asciugamano e mi passo sulla pelle ancora un po’ umida la crema idratante all’arancia&cocco alla menta&cioccolato, mentre –
- Dove vai? Torna subito qui!! Finisci il post!
- Col cazzo. Finiscitela da sola, questa solenne vaccata.
