ChicaVQ 3.1

 

You’re so vain 15 January 2005

Filed under: Sento cose — chicavq @ 17:55

Dilemma.
Lo dico o non lo dico?
Se lo dico passo per una sboroncella.
Se non lo dico passo per quella che nemmeno si degna.
Son problemi, eh.
Vabè. Con mia grande costernazione è stato effettivamente partorito l’unico calendario al mondo che esce ad anno abbondantemente iniziato. E quindi? E quindi niente.

 
 

Sgomberi 14 January 2005

Filed under: Cose mie — chicavq @ 16:31

Certe volte non è che ci voglia proprio moltissimo per stare meglio.
Basta riuscire a fare marcia indietro sulle proprie convinzioni, che poi magari non sono nemmeno convinzioni ma un bel mucchio di paranoie e irrazionalità e pensieri negativi e orgoglio, che fare marcia indietro può essere difficile lo stesso. Però quando ci riesci, e riesci a rimetterti in discussione, e riesci ad andare da qualcuno e dire “mi dispiace, ho sbagliato”, dopo stai meglio. Anche se magari non hai detto proprio quelle parole lì, che certe volte si capiscono lo stesso.

 
 

Haute cuisine 13 January 2005

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 16:24

Di come può accadere che, con la febbre a 40 e la vaschetta del ghiaccio vuota, ci si ritrovi con un polipo surgelato drappeggiato sulla fronte. Cioè, non lo so come può accadere. Resta che a casa VQ succede anche questo.

 
 

Allora 11 January 2005

Filed under: Cose mie — chicavq @ 10:50

Per gli occhi quadrati basta un po’ di collirio.
Per aprirmi la pancia aspetterò un cesareo.
Per gli amici i colori il vino le risate ho tanti volontari, eviva.
Per la primavera devo aspettare.
Per Obi Wan Kenobi pazienza, intanto mi accontento del Wookie.
Per le risposte imparerò che non sempre ci sono.
Per la noncuranza accetterò il fatto che non mi appartiene.
Per il nodo allo stomaco aspetterò che si sciolga.
Per tutto il resto c’è Lexotan.

Oh sull’ultimo punto scherzo.
Anche se. Mh. Però.

 
 

Boh 10 January 2005

Filed under: Cose mie, Insonnia — chicavq @ 00:46

Ho gli occhi quadrati ma bisogno di mettere ancora insieme due parole di senso compiuto. Lavorolavorolavoro, le dita picchiettano sulla tastiera e i pensieri picchiettano il cervello, che bella cosa. Mi riempio di niente e reimparo a respirare, che non ho nemmeno voglia ma insomma qualcosa verrà fuori. Vorrei aprirmi, qui sulla pancia, e ripulirmi un po’, come si fa con i pesci, svuotarmi di tutto quello che non va bene e riempirmi solo di amici e colori e risate e vino rosso e chiacchiere e primavera, che quest’anno non arriva mai. Vorrei un Obi Wan Kenobi che mi insegnasse dove si deve cercare la forza e che avesse una risposta per tutte le mie domande. Vorrei imparare la sottile arte della noncuranza. Vorrei vomitare, che forse questo nodo allo stomaco se ne andrebbe.