Simone de Beauvoir
Quanto taccio, ultimamente.
Quanto taccio, ultimamente.
Venedikt parla di vampiri e io mi sento a disagio. Ci sono un po’ di cose che ho infilato in un cassetto e l’ho chiuso a chiave e l’ho sigillato e l’ho dimenticato e insomma ci siamo fatti il quadro, ma pare che io non lo abbia fatto granché bene, se adesso la sensazione è che si stia preparando un terremoto. Paurissima.
Cazzo sono deluso
e mi vergogno di ogni fiamma che ho spento
del primo fuoco che mi bruciava nel cuore
e non è vero che non era il momento,
che c’è sempre del tempo
e che la fiamma non muore, no
non è vero se ora quello che sento
è poco più di un tepore
e non mi basta pensare al domani
se ho le mani piene di penne, carta, colori
ma la testa è vuota.
Mi piacciono i giochini scemi. Quando non partecipo è solo perché non mi accorgo che girano fino a quando non sono passati di moda. E questo delle 31 canzoni che canto di nascosto e di cui mi vergogno come una ladra mi piace molto. E quindi outing.
Seduti in macchina a parlare
sul vetro due gocce come fosse un bicchiere
un bicchiere grande che ci guardi dentro
e che niente nasconde tranne questo momento…
Lontani dal mondo
lontani abbastanza
Negrita