AAA

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Cercasi, bici usata ma non bistrattata, da città, no corsa, no mountain bike, no grazielle, no da uomo, no cestini leziosi, no rosa. Permuto con n° 2 (DUE) gatti usati ma tenuti bene, no malattie, no pulci, no cacciatori. Se presi per finire in padella valuto acquisto pelliccia per foderare il sellino.

Album

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E poi ho visto le prime lucciole dell’anno, tutte assiepate lungo gli argini di un canale che si perdeva nel buio. Cioè, buio a parte i culetti luminosi delle lucciole, ecco. Lo sapevate che le lucciole che volano sono solo i maschi? Mi toglie un po’ di poesia, questa notizia. E insomma io me ne stavo seduta su un muretto a farmi una paglia, dopo aver mangiato cose buonissime e con la testa leggera per un vinello amichevole (e no, non la ripeto la performance; quello è stato un caso), e ascoltavo le rane che se la contavano su, e pensavo che avrei voluto poter fare una foto. Però nella foto le lucciole non si sarebbero mica viste bene, e non si sarebbero sentite le rane, e nemmeno il cane che ce l’aveva col mondo, e non si sarebbero viste le finestre accese buttate lì un po’ a caso in mezzo alla campagna, e non si sarebbe sentito quell’odore dolce e particolare che è un misto di erba tagliata e caprifoglio e, ops, probabilmente c’è anche un vago sentore di qualcosa di organico (però l’ho detto bene, veh). E una foto non sarebbe servita, e allora l’ho fatta con gli occhi e le orecchie e il naso e i pori della pelle, tanto forse certe cose non sono fatte per essere condivise.

‘a bellicapelli!

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Tutte le donne lo sanno.
Quando vai dal parrucchiere, gli scenari possibili sono due: a) esci trattenendo a stento le lacrime, tirando miseri ciuffi di capelli qua e la’ per tentare invano di ridare un senso allo scempio; b) esci sentendoti l’essere più figo che abbia mai posato piede sulla Terra, sorridendo maliarda e facendo l’occhiolino agli uomini nelle macchine accanto alla tua.
Oggi mi è successo in pieno il caso b).
Prima di sera potrebbero arrestarmi per molestie.

Fatalità

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Una cosa che diceva Paolini ieri sera.
Ieri sera Paolini diceva che spesso i migliori maestri sono quelli che non hanno mica intenzione di insegnare niente a nessuno. Che a volte succede di incontrare persone, magari anche solo di incrociarle per un attimo, che ti insegnano cose anche senza saperlo, con una parola o un gesto o quel che vi pare. Che a pensarci bene forse sì, è una gran banalità. Però mi piace, mi piace l’idea dei maestri sconosciuti che sfiori per un attimo e poi vanno per la loro strada, e non sanno nemmeno di averti insegnato qualcosa, e se lo sapessero magari non gli importerebbe neppure. E spostando leggermente il tiro, mi piace l’idea che alla fine noi siamo anche un po’ la somma delle persone che incontriamo e che ci lasciano qualcosa. Qualcosa che poi facciamo nostro, ma che nel nostro cuore avrà sempre la sua brava etichettina con il nome di quella persona. Mi piace sapere che c’è un’etichettina con su scritto “chica” nel cuore di qualcuno.

E’ più di una crepa
più di una bugia
più di una notte insonne
più di una malattia
in uno sbaglio solo
gli errori tutti della vita
e il prezzo è in banconota
di nostalgia infinita.

Skyfo*

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A me questa cosa fa incazzare, ma incazzare, ma incazzare che mi ci incazzo proprio tanto. Poi certo uno può anche dire che ci saran bene cose più serie per cui incazzarsi, e son sicura di sì. Ma l’idea che mi togli i mondiali, che non c’è niente di più bello nelle sere di inizio estate in cui non hai voglia di uscire che stare a casa a chiacchierare con gli amici guardando Olanda-Lettonia beh, a me fa girare proprio le palle. Oh. E’ un’offesa personale, ecco.

* ahr ahr ahr, skyfo, le matte risa.

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