Parole mate

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Ieri stavo scrivendo un post bellissimo e intelligentissimo e poi è andata via la luce e allora si vede che non era destino e morta lì. Però vi perdete un gran post. Per il resto niente, questo invece è un post di servizio che mi serve per ricordare a chi fosse sfuggito che io domani sera vado a vedere Marco Paolini, no, aspetta, lo dico di nuovo, M A R C O P A O L I N I.

Ora potrei fare anche un raccontino divertente su come ho affrontato questo caldo feroce e ho attraversato il centro deserto di questa cittadina che al giovedì pomeriggio sembra un villaggio fantasma di un brutto spaghetti western, e tutto ciò per andare in Posta a pagare l’Ici, e di come dopo esserci arrivata e aver fatto la fila io mi sia resa conto di avere un buco nero al posto del cervello che ha inghiottito il pin del bancomat, e se lo scrivessi verrebbe fuori un post molto divertente, ma siccome non c’è un cazzo da ridere non lo faccio.

Vi ho detto che domani sera vado a vedere Paolini?

Some like it hot

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“Temo che dormire giusto sotto il ventilatore a soffitto sparato a manetta non faccia proprio benissimissimo”, disse la mummia.

Si parlava di Shakespeare, no?

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Io, ci sono cose che non capisco.
E sono tante, e non le capisco.
E non è bello, perché proprio non te le spieghi.
Però, però poi, capita che hai una gonna allegra, e delle scarpette verdi, e vai in giro fotografandoti le ginocchia, e c’è la luna quasi piena, e ci sono tartufi e vino rosso che scioglie i sorrisi, e rumore di passi sull’acciottolato di strade addormentate, e la via Emilia che finisce in fretta, e vai a dormire alle cinque con un mezzo sorriso addosso, e ti svegli alle otto con un mezzo sorriso addosso, e allora anche se ci sono cose che non capisci forse ci si può convivere, finché ci sono altre cose così.

Le dita dei bambini

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No, perché io lo devo sapere.
C’è uno di voi che da un po’ di tempo viene a leggermi entrando sempre da qui.
Io lo devo sapere.
Perché proprio da lì? Perché??
Che è uno dei post più stupidi che io abbia mai scritto, un classico ***-post, dove a *** va sostituito il nome di un blog che è sempre su quel tenore lì, e no, il nome non lo dico, primo perché stamattina non ho voglia di flammare, secondo perché sono una vigliacca militante, comunque sì, un classico ***-post, che quando lo rileggi ti dici “Ma no, un ***-post, ma cazzo”, e allora perché tu entri sempre da lì? Eh? Perché?
Dai, ci tengo, non puoi entrare da un’altra parte, che ci son cose migliori da leggere?
Tipo potresti entrare da qui. O da qui. O anche da qui. Oppure da qui.
Però davvero, smettila di farti del male.

Mi vien da dire una cosa*

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Io ho uno strano rapporto con le recensioni.
Di qualsiasi genere.
Nel senso film, libri, dischi, blog.
Lo strano rapporto consiste nel fatto che le fiondo¹.
Bello questo fiondare¹, eh?
Non fa fico?
In realtà lo sto usando un po’ a cazzo, che non sono sicura voglia dire ciò che il mio amico che mi insegna le parole mi dice che voglia dire, secondo me viene usato anche in un altro senso un po’ volgare, però insomma qui non c’è rischio di equivoci, che tanto mica potrei fiondare² una recensione, quindi va bene così. C’è poi anche fiondare³ nel senso in cui lo si diceva ai tempi dei paninari, ma qui sta venendo fuori una discussione di semantica e molliamola lì.
Comunque, le recensioni sono fatte perché della gente un po’ spocchiosa legge un libro o vede un film o sente un disco e poi vuole spiegare a tutto il mondo di cosa parla quel libro o quel film o quel disco. Cioè il disco non parla ma la gente spocchiosa non ci fa caso. Come se poi al mondo interessasse la rava e la fava del perché quel libro o quel film o quel disco a loro sono piaciuti o no. E allora io leggo già malvolentieri le recensioni, quando le leggo, cioè quasi mai, e poi comunque anche se leggo non do’ mai mai mai retta a quello che dicono. Ma mai. E quindi, nello specifico, se ad esempio qualcuno mi consiglia un blog a me quel blog non piace. A me piacciono solo i blog che trovo io. E se piacciono a tanti c’è qualcosa di sbagliato e a me iniziano a piacere di meno. Quindi se siete nei miei link sappiate che non piacete a nessuno. Forse solo a me. E se iniziate a piacere a qualcuno tra un po’ non piacerete più a me. Cioè io fossi in voi non avrei dubbi su cosa preferire.

*no, il titolo non c’entra niente col post, è che ero lì che pensavo e pensavo e pensavo (e pensavo) a un titolo e non mi veniva e non mi è venuto e però mi è venuto in mente che io, il giorno che avrò un bambino e dovrò dargli un nome, io avrò bisogno di una gravidanza di 18 mesi.

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