ChicaVQ 3.1

 

Prodromo 9 June 2005

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 13:58

Oh, ma fresca era l’aria di giugno, veh.
No, ma fresca sul serio, ieri sera ero ipotermica.
Che ecco cosa succede quando una vuole fare la faiga.
Va in ipotermia.
Però, però.
Però è quasi estate lo stesso, non è bellissimo?
Anche se però veramente questi mesi dove sono volati, che no beh, sparatemi se dico “sembra ieri”, abbattetemi prima, però davvero, son proprio volati.

 
 

Parbleu! 8 June 2005

Filed under: VQ Pensiero — chicavq @ 12:08

Ma questa qua sotto è una metafora geniale!
…che non l’ho mai aperta io, una ferita: io le allargavo e basta.
Geniale, cazzo.
Sono la regina delle metafore involontarie.

 
 

Come cresce una Chica

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 09:48

Quando ero piccola per un certo periodo ho avuto la fissa della simmetria. Se per esempio ero in macchina e alla mia destra vedevo una macchina rossa, dovevo per forza girarmi a sinistra e non avevo pace finché non vedevo un’altra macchina rossa. Oppure se mi grattavo la mano sinistra dovevo per forza grattarmi anche la destra, anche se non ne avevo bisogno. O se posavo un piede su una riga del marciapiede dovevo a tutti i costi cercare un’altra riga per posarci l’altro. Non mi ricordo quanto è durata questa follia, spero poco, so solo che ad un certo punto ho smesso e non ho più avuto bisogno della simmetria.

Quando ero piccola un’altra passione che avevo era quella di scrostare i muri. La mia scuola era in un edificio imponente e bellissimo, di fine ‘800, con le stanze enormi e i soffitti altissimi, e però in certi punti l’intonaco verniciato dei muri veniva un po’ via. Allora se mi capitava di essere in un banco vicino al muro io mi mettevo lì buona buona e cercavo un punto dove ci fosse già una ferita aperta (a questo ci tengo, che non l’ho mai aperta io, una ferita: io le allargavo e basta) e infilavo le unghie sotto l’intonaco e ne staccavo pezzetti su pezzetti su pezzetti. Non so perché ma lo trovavo rilassante. E non so perché ma lo trovo rilassante ancora oggi, che ieri ero nel chiostro del posto dove lavoro (che non è un convento ed in realtà è un cortile, ma fa più figo dire chiostro), dicevo, ero lì a fumarmi una sigaretta e mi guardavo in giro e ho visto questo muro un po’ scrostato e mi ci sono avventata sopra come una belva feroce, smantellando lo smantellabile.

Quando ero piccola conoscevo un sacco di bambine che si chiamavano Fiorella. Spuntavano come funghi a scuola, a catechismo, a danza, a pallavolo. Un’invasione di Fiorelle. Ora, a rigor di logica, dovrei conoscerne ancora un sacco, o comunque dovrebbe capitarmi di conoscere ragazze della mia età e ciao piacere Fiorella. Invece niente, zero, zilch. Che fine hanno fatto le Fiorelle?

 
 

Non dire gatto, diceva il saggio 1 June 2005

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 11:25

Comunque una cosa sola vorrei dire, sulla finale della settimana scorsa.
Sul 3 a 0, ho mandato il memorabile sms “Vabè, ma così non c’è neanche gusto”.