Trifles&truffles

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Strane cose accadono in questi giorni. Elettricisti che svaniscono nel nulla, strane visioni che mi perseguitano, il gatto che miagola costantemente (e intendo davvero c o s t a n t e m e n t e, a meno che non mi sia drappeggiato addosso, e intendo davvero d r a p p e g g i a t o, mica vicino, affianco, no no, spalmato addosso), incendi notturni spaventevoli. Stanotte sono stata svegliata da una serie di esplosioni (no, davvero) e insomma dietro casa mia c’era un incendio e io avevo anche pensato di fare un reportage fotografico e postarlo in diretta su Flickr ma ero troppo occupata a tirar su armi e bagagli e gatto per fuggire nella notte. Poi vabè son tornata a dormire, ma quell’oretta di dramma me la sono gustata tutta. Infine sono reduce da un uichend ad Alba, ok, è mercoledì, ma io sono reduce lo stesso, dove mi sono imbottita di tartufo e da dove sono tornata carica di qualunque cosa, basta che ci fosse dentro il minimo sindacale di tartufo. Pasta, olio, burro, cremine, riso, miele. Se ci fosse stata della merda aromatizzata al tartufo avrei preso su anche quella.

Heat

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Io è la prima volta che vivo in una casa col riscaldamento autonomo. Io ho sempre vissuto in appartamenti che il riscaldamento si accende il 15 ottobre, e se fa particolarmente freddo prima del 15 ottobre son problemi vostri, per accenderlo prima bisogna fare almeno tre riunioni condominiali e la decisione deve essere approvata dalla maggioranza dei condomini e ci sono sempre quelle quattro vecchiette che loro hanno il calorifero elettrico e quindi accendere prima no, mai, che qui l’amministratore se ne approfitta e ci fa pagare di più. 15 ottobre - 15 aprile, infallibilmente, e la notte ovviamente si spengono che si sa, mangiare al caldo dormire al freddo, i vecchi detti son sempre saggi.
Con queste premesse, è evidente come l’ebrezza dell’accendere spegnere accendere spegnere regolare accendere spegnere regolare eccetera mi abbia un po’ preso la mano. E però dev’esserci qualcosa che ancora non ho afferrato, perché l’unico tipo di regolazione possibile sembra essere caldo tropicale/freddo artico.
Poi la cosa molto bella di questa casa è che le cose funzionano a turno. Tipo, fino a 10 giorni fa il riscaldamento non andava. Adesso sì, e però ha smesso di funzionare la tv. Ma io quasi quasi mi accontento così, non vorrei mai che aggiustando la tv smettesse di funzionare lo scarico del wc.

Condoglianzegratulazioni

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Mantova, 12 ottobre 2005 - Ha un infarto, muore per 35 minuti poi si riprende e parla coi medici

La figlia: “Stavamo già preparando il funerale, per noi è un miracolo che mio padre si sia ripreso”

35 minuti e preparavano il funerale.
Io me l’immagino, il parentado, amorevolmente raccolto intorno al letto del congiunto, che aspetta l’asistolia con gli occhi fissi sul monitor e appena parte il biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip alé, scatta l’apertura delle bottigllie di champagne e un bel trenino con Zazuera in sottofondo.

Prima di dormire

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Io la mia amica Alle l’ho conosciuta che avevamo 14 anni. Io avevo maglioni che arrivavano alle ginocchia e lei una treccia lunga lunga. Io a pranzo andavo spesso a casa sua. Andavamo sempre da lei, perché casa sua non era molto lontana da scuola, mentre la mia sì, così a casa mia non andavamo quasi mai. Mi ricordo che mangiavamo guardando Non è la rai. Mi ricordo che l’Alle aveva il gatto più feroce del mondo, Lullino il Terribile, che non lo dico così per dire, non era solo schivo e scostante come i gatti antipatici e diffidenti che magari soffiano ma finisce lì. No. Lullino il Terribile attaccava. Mi ricordo che quando dormivo da lei avevo sempre paura di quello che Lullino il Terribile avrebbe potuto fare durante la notte, tipo saltare sul letto e cavarmi gli occhi. Mi ricordo anche che non era un gatto molto discreto, perché Lullino il Terribile non permetteva a nessuno di andare in bagno in solitaria: arrivava, apriva a zampate la porta a soffietto che non si chiudeva benissimissimo, sgusciava dentro e magari non doveva nemmeno fare pipì, si metteva semplicemente lì a fissarti, o forse voleva assicurarsi che non avresti fatto i tuoi bisogni nella sua cassettina. Gli unici momenti di vendetta su Lullino il Terribile ce li avevo quando andava in calore, che diventava una pupazzetta languida tutta miagolii e code alzate e sederi per aria e strusciatine e mossettine e si lasciava fare di tutto. Ma a parte questo. Mi ricordo che l’Alle aveva l’Armadietto delle Meraviglie, cosa che le invidiavo assai, una dispensa stracolma di cibarie dove l’articolo più salutare vantava 8000 calorie e 162 grammi di grassi saturi. Un paradiso. Mi ricordo che passavamo i pomeriggi a pasticciare la Smemo, e l’Alle era bravissima e molto più artista di me, e comunqe erano belle le chiacchiere attorno a quel tavolo disseminato di pennarelli e adesivi e fotografie. Mi ricordo che una volta siamo andate in montagna con delle amiche per il ponte di Sant’Ambrogio, poi quando dovevamo tornare abbiamo fatto finta di aver perso il treno per poter stare due giorni in più. Quella è stata la volta che ci siamo innamorate di due gemelli, che però non erano proprio uguali. Quella è stata anche la volta che abbiamo fatto un pupazzo di neve a forma di cazzo (dicesi pucazzo). Mi ricordo che una volta eravamo in vacanza e c’era brutto tempo e ci annoiavamo e così ho comprato la tinta e l’Alle mi ha fatto i capelli neri, e abbiamo tinto il lavandino della stanza d’albergo di blu. Io alla fine sembravo Morticia Adams. Mi ricordo che una volta siamo andate a fare la settimana bianca a Livigno e io mi sono ammalata moltissimo, così l’Alle andava in biblioteca e mi portava i libri in stanza, e poi veniva a fare snowboard sotto la finestra, così la potevo vedere. Mi ricordo che a Parigi abbiamo fatto una foto dove fingiamo di baciarci perdutamente sotto la Tour Eiffel, e dietro c’è un giapponese che ci guarda male. Mi ricordo che la sera, quando prendevo la 95 per tornare a casa, e attraversavo Milano che era già illuminata dalle insegne dei negozi e dai fari delle automobili in fila, ero sempre un po’ triste perché casa mia mi sembrava vuota e avevo la sensazione di essermi lasciata dietro un pezzetto di me. Adesso l’Alle ha detto che viene a trovarmi. Speriamo.

Non è che non sappiamo parcheggiare

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Allora, c’era Fiandri che parlava di questa cosa della capacità di astrazione. Che, pare, sia un requisito fondamentale degli scacchisti. Dei bravi scacchisti. Io naturalmente a scacchi sono una pippa, ma mi piace dire che è perché non ho pazienza. Invece riesco immaginare benissimo cose che non ho davanti agli occhi. Cioè magari non benissimo, perché poi non ci prendo, però prima di vivere le cose io devo immaginarle collocate nel tempo e nello spazio. Ad esempio mi ricordo che quando sono venuta a vivere qui io avevo preso per bene tutte le misure, approssimando solo per qualche manciata di centimetri, ma del resto cosa saranno mai pochi centimetri in più o in meno, eh, maschietti? vabè, quindi avevo preso tutte le misure e avevo trovato un programmino che ti permetteva di creare la piantina dell’appartamento e di piazzarci dentro i mobili e cose così, e mi ricordo che però secondo la piantina non c’era abbastanza spazio tra il televisore e il divano, e invece lo spazio c’è, quindi ecco, io sono giunta alla conclusione che o astrarre non serve poi a molto perché poi le cose vanno sempre diversamente da come te le eri immaginate, o quei pochi centimetri in più o in meno contano eccome. Secondo me, a occhio, è la seconda.

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