ChicaVQ 3.1

 

¡Que viva la tecnologia! 6 October 2005

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 13:35

¡Que viva il blutut©!
¡Que viva la Chica collegata!

Vacca, se è lento.

 
 

Quizze 5 October 2005

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 12:10

Allora, è successo che l’altra sera io e la Parmina ci siamo allisciate e lucidate ma non poi tanto perché in fondo andavamo in un posto di compagni e mica ci vai facendo la figa, cioè poi le altre sì, ma sono sporche infiltrate qualunquiste, e insomma così, dicevo, ci siamo un po’ allisciate e lucidate e siamo andate a ballare. Ora, poiché nemmeno in un luogo così ribelle e alternativo ci si può più accendere una paglia, cosa che mi sconforta assai, ce ne siamo andate fuori a fumare e a bere il nostro drinkino, che compagni compagni compagni un cazzo, non si capisce perché i compagni ti diano da bere in un bicchiere grande la metà rispetto al normale, ma vabè, son compagni, e quegli otto euro mortacci loro serviranno a una buona causa tipo riempire la cantina che svuoterà Capossela quando verrà a suonare e vabè, cosa dicevo? Ah sì, eravamo fuori a bere e fumare quando siamo state avvicinate da un hobbit che ha deciso che proprio doveva conversare con noi. Ora, c’è da dire che il cinnino aveva 21 anni e quando ha saputo la nostra età ha avuto un attimo di smarrimento. Ma a parte questo, e arrivo al quizze, ad un certo punto se n’è uscito con la seguente affermazione: “Certo che voi due sembrate proprio una coppia di z…”

a ) zitelle;
b ) zoccole;
c ) zelig.

Chi indovina ce lo portiamo a ballare al Fuori Orario.

 
 

Autunno esistenziale*

Filed under: Insonnia — chicavq @ 01:45

Se io sapessi, se io potessi aprirmi la scatola cranica e guardarci e frugarci e ravanarci dentro, e analizzare e studiare e capire quali siano i circuiti interrotti, quali quelli da ripristinare, dove sono i falsi contatti, ecco, io una cosa così pagherei per poterla fare. Se io potessi avere una mappa, una bussola, una cazzo di freccia che dica ecco, a spanne, ma di qui vai bene, io sarei un po’ più tranquilla. Intanto, come consiglio di fare a tutti quando siete in periodi di svolte epocali (bum), mi taglio i capelli. Poi, si vedrà.

*(c)Chica, Parmina e una boccia di sangria.

Un’oca che guazza nel fango,
un cane che abbaia a comando,
la pioggia che cade e non cade
le nebbie striscianti che svelano e velano strade…

Profilo degli alberi secchi,
spezzarsi scrosciante di stecchi,
sul monte, ogni tanto, gli spari
e cadono urlando di morte gli animali ignari…

L’autunno ti fa sonnolento,
la luce del giorno è un momento
che irrompe e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita…

L’autunno che sfuma i contorni
consuma in un giorno più giorni,
ti sembra sia un gioco indolente,
ma rapido brucia giornate che appaiono lente…

Odori di fumo e foschia,
fanghiglia di periferia,
distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la vita…

Rinchiudersi in casa a aspettare
qualcuno o qualcosa da fare,
qualcosa che mai si farà,
qualcuno che sai non esiste e che non suonerà…

Rinchiudersi in casa a contare
le ore che fai scivolare
pensando confuso al mistero
dei tanti “io sarò” diventati per dempre “io ero”…

Rinchiudersi in casa a guardare
un libro, una foto, un giornale
e ignorando quel rodere sordo
che cambia “io faccio” e lo fa diventare “io ricordo”…

La notte è di colpo calata,
c’è un’oscurità perforata
da un’auto che passa veloce
lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce…

Rumore che appare e scompare,
immagine crepuscolare
del correre tuo senza scopo,
del tempo che gioca con te come il gatto col topo…

Le storie credute importanti
si sbriciolano in pochi istanti:
figure e impressioni passate
si fanno lontane e lontana così è la tua estate…

E vesti la notte incombente
lasciando vagare la mente
al niente temuto e aspettato
sapendo che questo è il tuo autunno…
che adesso è arrivato…

F. Guccini