Prestigio!* 25 January 2006
Io il 7 febbraio sarò qui

e invece il 17 sarò qui

E adesso invidiatemi, dai, dai, invidiatemi, su, invidiatemi!
E dai, pippiasciri, invidiatemi, che vi costa?
*questa l’ho rubata al Pepo.
Io il 7 febbraio sarò qui

e invece il 17 sarò qui

E adesso invidiatemi, dai, dai, invidiatemi, su, invidiatemi!
E dai, pippiasciri, invidiatemi, che vi costa?
*questa l’ho rubata al Pepo.
Lo spazzolino da denti elettrico nutre la mia accidia congenita.
Tra un po’ pretenderò il mettitore automatico di lenti a contatto, o il lavatore automatico di mani.
Il vibratore ce l’avevo già, ma si è rotto.
Poi comunque no, perché io un po’ diffido di queste cose tecnologiche troppo complesse.
Ad esempio, appunto, lo spazzolino da denti elettrico.
A me hanno sempre insegnato che le cose elettriche vicino all’acqua non ci devono stare.
E quindi mi mette un po’ d’ansia.
Non tanto quando lo uso, che tanto è staccato dalla base e non può fare troppi danni.
Ma quando lo devo rimettere sulla base? Eh? Lì è attaccato alla corrente!! E come la metti con l’acqua??
Allora siccome mi fa paura rimetterlo sulla base tutto bagnato, ce lo rimetto tutto sporco di bavetta e dentifricio, che tanto al mattino non sono io ad usarlo per prima.
Ma poi questa cosa dello sport io dovevo ricordarmi che mi porta male.
Non proprio male male, però male.
Io non sono una persona da sport.
Proprio non ho la conformazione intellettuale psicologica fisica.
Tipo quella volta della bici che stavo morendo.
Oppure quella volta che giocando a ping pong mi è arrivata una pallina dritta nell’occhio.
Ma forte.
O quella volta che giocando a pallavolo in cortile ho perso per un attimo coscienza di me e
mi sono lanciata per salvare una palla impossibile, mi sono lanciata come Mila di Mila e Shiro, un tuffo magnifico,
al rallentatore, una cosa spettacolare che sarebbe andata benissimo se io avessi avuto le ginocchiere, ma non ce le
avevo, e ho squartato i miei jeans nuovi e ci sono rimasta malissimo.
Potrei citare altre centinaia e centinaia di esempi, solo che non mi vengono in mente.
E poi comunque ho anche paura dell’eccesso di endorfine, non vorrei diventare troppo felice. Sarebbe un trauma.
Ora io se penso che tra più o meno un quarto d’ora devo andare a correre, non so come dire, mi prende come una specie di nausea devastante. A correre, cioè. A me se mi avessero detto un anno fa “te fra un anno andrai a fare jogging alle 8 di sera vestita come una scema” io avrei detto sì, certo, ciao. E invece è vero. E’ tragicamente vero. A meno che io non riesca a barattare questa follia con del sesso. Ci saranno 2 gradi là fuori. Stanno tentando di uccidermi. Aiuto. Poi sì, va bene, uno potrebbe anche ricordarmi che l’idea iniziale è stata mia, però insomma non era previsto che io venissi presa proprio sul serio.
Io sono sempre alla ricerca di un film dell’orrore che faccia davvero davvero paura. Per dire, l’ultimo che mi ha dato soddisfazione è stato The Blair Witch Project, che non si vede mai niente e mi ha terrorizzato uguale. Quindi è stato con una certa trepidazione che ieri sera mi sono divanata per guardare The Ring, che tutti mi dicevano paura, paura, mamma mia, è la cosa più spaventosa che io abbia mai visto. Ecco, ora mi si perdonerà se per parlarne userò dei tecnicismi e dei termini che forse non tutti conoscono, ma ciò è indispensabile per rendere l’idea: che film di vera, inconfondibile, marronissima M E R D A. Ma merda merda, eh. Il che non significa che io non abbia comunque imparato qualcosa. Segue lista.
1 - in Giappone piove sempre. Sì, va bene, ieri sera non si era in Giappone ma il film originale era giapponese e in tutti gli horror giapponesi che ho visto pioveva sempre.
1.a - i giapponesi hanno una gran paura della pioggia.
1.b - e di conseguenza forse anche dell’acqua.
2 - quando sbrocchi, ti finiscono i capelli davanti agli occhi.
3 - quando esci da un televisore, zampetti come un varano.
Chissà se la versione giappa fa più paura.