ChicaVQ 3.1

 

Real tv 23 April 2007

Filed under: Uncategorized — chicavq @ 23:00

Io comunque attendo con orrore et raccapriccio il momento in cui Ilary Totti si sgraverà in diretta sulla scrivania delle Iene. Ma la piantiamo di farla saltellare?

 
 

Beggars Banquet 11 April 2007

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 21:43

Capita che ci siano i Rolling Stones in concerto, in giro per l’Europa.
E fanno un sacco di date.
Un sacco di bei posti.
Capita ora che Damien (Damien è il mio moroso, così chiamato per l’inquietante somiglianza con l’anticristo) (quando era bambino, non è che ora assomiglia a sam neill) (e comunque è astutissimo, egli si è fatto rimuovere il 666 dal cranio e gira con la testa rasata per sviare i sospetti) (il mio moroso, non sam neill)

ma dicevo
capita ora che Damien decida di andare con i suoi amici Jimmorrison e Johncoltrane a uno di questi concerti. E quindi questi tre amici si ritrovano una sera alla solita osteria e si metton lì, con le date dei concerti davanti e la testina tra le mani, a studiarsi per bene quello che devono fare. Ora io vi riporterò a titolo esemplificativo qualche data del tour, per darvi un’idea della scelta

13 Jun 2007 Frankfurt DE
16 Jun 2007 Paris FR
21 Jun 2007 Barcelona ES
25 Jun 2007 Lisbon PT
28 Jun 2007 Madrid ES
06 Jul 2007 Rome IT
20 Jul 2007 Budapest HU
22 Jul 2007 Brno CZ
05 Aug 2007 Copenhagen DK
08 Aug 2007 Oslo NO
18 Aug 2007 Dublin IE
21 Aug 2007 London GB

E ora ditemi secondo voi cos’hanno scelto, anzi no, guarda, ve lo dico io.
B r n o .
Ma insomma io lo capisco, eh.
Siamo tutti compagni, avanti, avanti, la vittoria è nostra e nostro è l’avvenir, e poi a Brno c’è una bellissima cattedrale, e anche un bellissimo castello, e poi mi pare che lì si comprino dei gran bei piumini, e poi la birra, ecco, la birra! c’è una birra buonissima a Brno, e si mangia anche bene, fanno delle gran zuppe e delle gran patate lesse, e poi Damien ha origini austro-ungariche e quindi gli fa piacere visitare le terre dei suoi avi, e poi

(more…)

 
 

Treat ‘em mean… 4 April 2007

Filed under: Sento cose — chicavq @ 21:38

Dice che a Londra le signore pagano per essere trattate di merda. Insomma, invece di pagare 500 sterline per noleggiare un aitante giovanotto che se le sbatta a dovere, pagano 500 sterline per passare la serata con un cafone che tocca il culo alle cameriere, ordina drinks per la vicina di tavolo e ruba i soldi dalla borsa. In compenso il cafone a noleggio pare sia bellissimo, e le signore vengono trattate da schifo ma in un modo estremamente eccitante.
Adesso io non so cosa pagherei per poter dire qualcosa come ma perché spendere 500 sterline quando si può essere trattate di merda aggratisse, ve li mando io. Epperò a me un tale stronzo ipertrofico non è mai capitato, quindi in effetti forse ha ragione l’ideatore della bella iniziativa quando dice che la maggior parte degli uomini non sono in grado di comportarsi male quanto i suoi cafoni a noleggio. Cafoni che, vorrei ricordarlo, vengono pagati 500 sterline a sera per fare gli stronzi.
500 sterline.
A sera.
Per fare gli stronzi.

 
 

Nomen omen* 3 April 2007

Filed under: Uncategorized — chicavq @ 22:20

Perché se voi vi chiamate Giovanna e Salvatore, e vivete a Napoli, come vorrete mai chiamare i vostri figli? Sharon, Raoul e Kevin, ovviamente.

*di cosa, non lo so. Ma niente di buono, se date retta a me.

 
 

Del mangiare e del bere (no, del bere facciamo al prossimo giro) 30 March 2007

Filed under: CasaVQ — chicavq @ 18:19

Io per il cibo ho tutti i miei cazzi e cazzilli e peculiarità.
Tipo, le insalatone. Quelle insalatone miste che vanno per la maggiore in pausa pranzo, quelle cose lattugapomodoromaisolivecarotesedanoprosciuttomozzarellauo-
vasode. Ecco, a me il mistone fa impressione, non lo affronto, devo mangiare una cosa alla volta. Se mangio un’insalata di lattuga mangio un’insalata di lattugapunto, se mangio i pomodori mangio i pomodoripunto.
Oppure il pesce che vabè, non ne mangio quasi niente ma questa non è una peculiarità, non mi piace e bona lé, però ad esempio mangio il tonno e però la pasta al tonno mi mette a disagio.
Oppure la carne, che non ne mangio molta perché mi fa un po’ senso nutrirmi di esseri zoomorfi e, in particolare, esseri zoomorfi che trascorrono il loro ciclo vitale in modo miserevole. Quindi prendo le uova che provengono da allevamenti a terra o, meglio, all’aperto o, meglio, dalla cascina che non ha un allevamento vero e proprio ma solo qualche gallinella così, per gradire.
E anche la carne: se sulla confezione mi si dice questa mucca ha corso felice nei campi fino all’istante prima di morire io son più contenta.
E non mangio nessun cucciolo: agnelli, vitelli, gattini, non ne mangio da tempo immemorabile.
Il che insomma va tutto bene fino a quando non tento di imporre questa visione anche a chi mi sta vicino, i.e. il gatto. Il mio gatto non mangia vitello ne’ agnello, per quanto non di sua sponte. Poi tento di prendere anche per lui le cose naturali senza conservanti e additivi eccetera, tutta roba sana che costa il quadruplo delle pappe piene di scarti e che, ovviamente, il mio gatto schifa con tutta la sua piccola anima pelosa. A lui piacciono le scatolette sdozze che secondo me gli mettono qualche droga dentro che rende dipendenti, tipo Burger King. Insomma vado lì, gli riempio la ciotola e giuro lui capisce già dal rumore dell’apriscatole che gli sto dando qualcosa che non gradirà: si avvicina scazzato, dà un’annusatina scazzata, si siede e mi fissa con uno sguardo accusatorio tipo vorrei veder te a mangiare ’sta roba. Io non cedo, perché bisogna pur imporre una certa disciplina, e lui non cede, perché bisogna pur imporre una certa disciplina. E infatti, mica posso lasciarlo morire di inedia: alla fine capitolo, gli apro una delle sue mousse transgeniche e per non farlo trasgredire da solo mi sacrifico e apro un pacchetto di Kettle Chips. Così, siamo lì che mangiamo e ogni tanto ci scambiamo uno sguardo complice, poi lui viene a ringraziarmi con un bacino e io le Kettle Chips non riesco a finirle mai.